viernes, 21 de noviembre de 2008

STORIA DELLA SICILIA


Storia della Sicilia







Tempio della Concordia, Agrigento
La storia della Sicilia è stata influenzata dai tanti dominatori che sono passati sul suolo della più grande isola del mar Mediterraneo. Grazie alla sua posizione geografica, la Sicilia ha avuto un ruolo di una certa importanza negli eventi storici che hanno avuto come protagonisti i popoli del Mediterraneo.
L'avvicendarsi di molteplici
Periodi storici
Francesco Renda, Storia della Sicilia dalle origini ai giorni nostri, Sellerio, Palermo 2003
Santi Correnti, A Short History of Sicily, Les Éditions Musae, 2002 ISBN 2-922621-00-6
Donald Matthew, I Normanni in Italia, Laterza, Roma-Bari 1997 (ISBN 8842050857) (ed. orig. The Norman Kingdom of Sicily. Cambridge University Press, 1992.
Steven Runciman, The Sicilian Vespers, Cambridge University Press, 2000 ISBN 0-521-43774-1
Moses I.Finley, Storia della Sicilia antica, Laterza, Roma-Bari 1979
Jean Hure, Storia della Sicilia, Brancato Editore, 2005 ISBN 88-803-1078-X
Santi Correnti, Breve storia della Sicilia dalle origini ai giorni nostri , Newton, Roma 1996 (2002) ISBN 88-7983-511-4
Luigi Riccobene, Sicilia ed Europa dal 1700 al 1815, 3 voll., Sellerio, Palermo 1996 ISBN 88-389-1253-X
tracce della presenza dell'uomo in Sicilia, si perdono nella notte dei tempi. Proprio la sua disposizione al centro del mar Mediterraneo e le glaciazioni che ridussero di molto le distanze dalla costa nordafricana e dalla penisola italiana sono ritenuti i motivi dell'insediamento umano così precoce.
Indice[nascondi]
1 Nella notte dei tempi
2 Il Neolitico in Sicilia
3 Dopo il II millennio
4 Le invasioni
5 Bibliografia
//

Nella notte dei tempi

Recenti ritrovamenti di selci e di amigdale, asce a forma di mandorla, nei pressi della foce del fiume Platani, nella zona di Eraclea Minoa hanno convinto gli studiosi a datare al paleolitico inferiore la comparsa dell'uomo in Sicilia.Al paleolitico superiore invece si attribuiscono le tracce trovate nella grotta detta Rifugio della Sperlinga nei pressi di Novara di Sicilia e nella grotta di San Teodoro ad Acquedolci in provincia di Messina.Al mesolitico appartiene invece l'insediamento della Grotta dell'Uzzo nei pressi di Erice, con i suoi cocci di ceramiche non decorate ma con manici e tacche per facilitarne la presa, e tracce evidenti di abitanti dediti alla caccia e alla pesca e che praticavano l'agricoltura. Alla stessa era appartengono i graffiti della Grotta dell'Addaura di Monte Pellegrino a Palermo che rappresentano delle figure umane dedite a danze rituali e forse ad un sacrificio umano. Tracce della presenza dell'uomo in Sicilia, attorno al 10000 a.C. si rilevano anche dai graffiti con scene di caccia e rituali delle pareti della Grotta del Genovese nell'isola di Levanzo.A Pantelleria sono evidenti le tracce della popolazione detta dei Sesioti, un popolo del mare, che fece dell'isola un vero e proprio centro commerciale di esportazione dell' ossidiana molto ricercata per utensili da taglio in tutto il Mediterraneo; Le mura ciclopiche e le caratteristiche tombe dette sosi.

Il Neolitico in Sicilia

Scavi sistematici effettuati a partire dal 1950 a Lipari hanno rivelato testimonianze importantissime e stratificate di tutte le civiltà che dal Neolitico, sei millenni a.C., in poi hanno colonizzato l'isola. Anche questo era un centro di produzione di ossidiana e di ceramiche. Molto interessanti sono le rovine del villaggio neolitico sul promontorio di Capo Graziano a Filicudi. Ad Ustica alla fine degli anni 70 il Seminara, un frate cappuccino, portò alla scoperta di un villaggio commerciale per il traffico di ossidiana.
Un villaggio fortificato dotato di tempio e necropoli è venuto alla luce vicino Enna sulle rive del Lago Pergusa, dove nell'8000 a.C. fu introdotta, per la prima volta lontano dalle coste, la coltivazione dell'ulivo.

Dopo il II millennio
Tra il 1900 e il 1800 a.C. avvenne una penetrazione di genti indo-europee che si fusero con gli indigeni dando inizio all'età del bronzo: Presso Noto, venti chilometri a nord, è stato individuato l'importantissimo l'insediamento di Castelluccio che ha permesso di tipizzare tutta una importante fase della civilizzazione ( periodo tra 1650 a.C. e 1250 a.C.) detta Cultura di Castelluccio; questi studi hanno permesso di scoprire, data la coincidenza delle ceramiche di tipo egeo, l'intensa relazione commerciale con Malta in tale periodo. A Panarea il ritrovamento di un villaggio, a Cala Junco, con una cinquantina di capanne circolari ed ovali, atte all'alloggio di circa 220 individui, ha fornito la testimonianza di commerci con il mondo miceneo. Ed ancora a Thapsos, nella zona di Naro, a Milazzo, a Filicudi, a Pantalica e Siracusa.

Le invasioni

Secondo Diodoro Siculo intorno al XIV-XIII secolo a.C. le isole Eolie vennero attaccate e occupate dagli Ausoni guidati dal condottiero Liparo, (da cui prese il nome l'isola maggiore). Gli scavi archeologici confermano il fatto che a partire dal 1270 a.C. nei villaggi eoliani risultano tracce di distruzioni violente ed improvvise. Dopo tale periodo la vita riprende, nella zona del castello di Lipari, ma in maniera diversa come usi, utensili e tipo di insediamento, molto simile a quello dei siti del continente italico. Verso la metà del XIII secolo arrivano i Sicani, un popolo non indoeuropeo, secondo Tucidide provenienti dalla zona iberica, in fuga perché cacciati dai Liguri, e sconfiggono gli abitanti locali, di razza gigantesca, che egli chiama i Ciclopi e i Lestrigoni. I Sicani si stanziano principalmente al centro e nella zona sudoccidentale della Sicilia. Tracce di loro rimangono nella necropoli di Caltabellotta con le caratteristiche tombe a camera, nella valle del Platani con l'antica città di Camico, secondo gli archeologi a Sant'Angelo Muxaro, e le sue ceramiche scure con decorazioni impresse e segni del culto antico della Madre terra. Vennero presto spinti verso l'interno dall'arrivo degli Elimi, i fondatori di Segesta ed Erice.Nel tardo periodo dell'età del bronzo, i Micenei in crisi per motivi politici ed economici, cominciarono a scomparire dalla scena mediterranea. Al loro posto arrivarono dal nord altri popoli. Ellanico di Mitilene, narra dei Siculi e degli Ausoni, scacciati dagli Enotri attorno al 1260 a.C. Sono i Siculi in particolare ad importare nell'isola l'uso del cavallo e il culto dei morti.L'età del ferro, in Sicilia, si situa tra il 1200 e il 1100 a.C. Reperti del periodo sono presenti a Barcellona Pozzo di Gotto, Monte Finocchito (Noto), Sant'Angelo Muxaro. Ultima infine, tra XI e X secolo, avvenne la penetrazione dei Fenici ritenuti i fondatori di Solunto, Mozia, Palermo e Lilibeo.
Riassumendo, tra il XIII e l'VIII secolo a.C., il periodo precedente all'arrivo dei Greci in Sicilia, l'isola risultava così suddivisa tra quattro popoli:

ITALIA Y EL HERMETISMO OCULTISTA.


Turismo en Italia
Por razones históricas, religiosas y culturales, se puede decir que no ha perdido vigencia aquello de que «todos los caminos conducen a Roma». En "la Ciudad Eterna", muchas cosas cautivan al visitante: pintorescas plazas, fuentes, monumentos —entre los que se destaca "El Coliseo"—, museos —el más grande de los cuales es el Museo Capitolino—, catacumbas —donde padecieron la persecución los primeros cristianos—, cafés y restaurantes. Dentro de Roma se encuentra la Ciudad del Vaticano, independizada de Italia en 1929 por el tratado de Letrán y ubicada en la zona oeste de la ciudad, sobre la margen derecha del río Tiber. Es el centro del mundo católico (sede del papado) y alberga dentro de su pequeña extensión una serie de construcciones de alto valor arquitectónico (la Plaza de San Pedro, la Basílica de San Pedro y la Capilla Sixtina) e innumerables obras de arte de afamados artistas, como Miguel Ángel y Rafael. Pero en Italia no sólo Roma merece la atención de los turistas. Otras ciudades italianas que atraen a viajeros de todo el mundo son: Aosta, capital de la región Valle de Aosta, enclavada en los Alpes italianos; Turín, capital del Piamonte, ubicada a orillas del río Po; Génova, capital de Liguria, uno de los principales puertos del Mediterráneo; Savona, importante puerto de Liguria; Milán (Milano), capital de Lombardía, centro industrial y cultural de primer nivel mundial; Trento, capital de Trentino-Alto Adigio, bella ciudad histórica, símbolo del encuentro entre las culturas de la península itálica y de la Europa central; Údine, en la región de Friul-Venecia Julia, ubicada entre los Alpes y el mar Adriático; Verona, en la región del Véneto, la ciudad de "Romeo y Julieta"; Venecia (capital del Véneto), con sus góndolas, canales y puentes; Padua, centro económico del Véneto; Bolonia, capital de la región de Emilia Romaña, con su bello centro histórico; Florencia, capital de Toscana, la ciudad de los Medici; Asís, en la región de Umbría, la ciudad de San Francisco; Nápoles (Napoli), capital de Campania y principal ciudad del sur de Italia; Bari, capital de la región de Apulia, y segunda ciudad del sur italiano después de Nápoles; Catanzaro, capital de la región de Calabria; Cágliari, capital de la región insular de Cerdeña; y Palermo, capital de la región insular de Sicilia.
SICILIA

Los nombres de las provincias sicilianas (en orden alfabético) son: Agrigento; Caltanissetta; Catania; Enna; Mesina; Palermo; Ragusa; Siracusa; y Trápani.

THE HISTORIY OF THE KNIGHTS TEMPLAR BY CHARLES ADDISON.

The History of the Knights Templar
by Charles G. Addison

[1842]
This is a mainstream history of the Knights Templars, written in the 19th century. Addison details the rise of the Templars to become, essentially, the first multinational corporation. The Templars were entrusted by the Church and States of Europe to be the spearhead of the crusades. In the process they gained immense wealth and influence, although individual Templars took a vow of poverty. Jerusalem was won and lost several times by the crusaders through the 12th and 13th centuries. Addison notably cites eye-witness descriptions from both the Crusaders and their Moslem opponents to give a well-rounded picture. After the crusades, and the loss of the Holy Land, the Templars began a quick decline from which they never recovered. Accused of heresy and bizarre secret rituals, the Templars were subjected to torture and the stake.
The second portion of the book focuses on Temple Church in London, the English headquarters of the Templars in their prime. Addison details the architecture and history of this edifice. The Temple Church eventually became the center of the legal profession in the City of London, a hostel and school for lawyers. Addison mentions on the title page that he is a member of the 'Inner Temple,' which doesn't mean that he was part of a secret society, but instead qualified to practise law in England.
Addison quotes liberally from contemporary accounts in Latin, Norman French, and Early Modern English (which he thankfully occasionally translates), and includes extensive citations of source documents. If you want to learn the fascinating history of the Knights Templars without any extraneous theorizing, this is an excellent book to start with.